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DOLORI CERVICALI

I DOLORI CERVICALI

Almeno una volta abbiamo sentito un nostro familiare o un nostro conoscente lamentarsi “dei cervicali”.

Oppure abbiamo provato noi stessi ad avere un dolore al collo e il medico ci ha diagnosticato una “cervicalgia”. 

Di quale patologia si tratta?

Come mai il dolore cervicale è così frequente può ripresentarsi più volte nel corso della vita fino a cronicizzare?

Esistono delle cure efficaci o preventive? Proviamo a fornire qualche indicazione utile.

COSA?

Cosasi intende per “cervicalgia”?

Letteralmente significa “dolore cervicale” quindi, di fatto, è una diagnosi generica che identifica che la sede del dolore che il paziente avverte e che si riferisce al collo. I sintomi possono originare dai tessuti che costituiscono il collo: ossa, muscoli, legamenti, nervi e disco.

Il sintomo doloroso a volte può anche essere percepito, in assenza di un vero e proprio danno tissutale, per una semplice elaborazione del cervello. Il dolore, infatti, è un fenomeno complesso e soggettivo è un fenomeno complesso e soggettivo, è il risultato di una complessa interazione di diversi fattori fisiologici, psicologici e sociali; i fattori psicologici rivestono un ruolo chiave nello sviluppo del dolore muscoloscheletrico, in particolare la percezione personale, legate al dolore, l’impatto che il dolore h sulla propria vita.

DOVE?

Quando si parla di cervicalgia, ci si riferisce al collo e alla parte alta delle spalle. Il rachide è formato dalle prime sette vertebre dalla colonna e dai dischi interposti. La funzione della colonna cervicale è di controllare movimenti del capo in relazione al resto del corpo. Il rachide cervicale ha correlazioni con le spalle, gli arti superiori, la parte superiore del torace e la testa, la parte superiore del torace e la testa, motivo per il quale alla presenza di cervicalgia non è raro trovare sintomi che coinvolgono anche questi altri distretti (mal di testa, disturbi uditivi, attentivi, visivi, dolore alla bocca, agli occhi, al braccio, fra le scapole, formicolii etc.)

QUANDO?

La cervicalgia affligge il 30%-50% della popolazione di ogni anno. Dopo la lombalgia è la patologia muscolo-scheletria più riscontrata e la causa più frequente di assenza dal lavoro. Nel 15% dei casi del dolore tenderà a recidivare. Colpisce tutte le fasce d’età in particolare fra i trenta e i 50 anni ed è più frequente nelle donne.

PERCHE’?

Il dolore cervicale può essere generato da un sovraccarico meccanico che lede i tessuti del collo o strutture a esso correlate, nelle quali si generano un processo infiammatorio che stimola in modo chimico i recettori del dolore, l’esempio tipico è l’ernia cervicale. Per fortuna, più frequentemente

il dolore non è accompagnato da una lesione anatomica specifica, ma piuttosto è un segnale di pericolo che il cervello fa scattare come forma di protezione. Ciò avviene quando richiediamo al nostro collo dei movimenti che non è più abituato a fare. L’eccessiva sedentarietà della vita quotidiana che comporta una diminuita elasticità dei tessuti, un ridotto controllo del movimento ed una diminuzione della forza muscolare, favorisce questo fenomeno. Quest’utilizzo inappropriato del rachide può comportare una modificazione dei muscoli con un difetto della circolazione tissutale locale, una difettosa propriocezione nel collo o nelle spalle e un’alterata coordinazione motoria.

Il corpo umano possiede dei meccanismi di difesa dal dolore molto efficaci; tuttavia se vi sono delle condizioni (fattori emotivi, psicologici, sociali, scarsa condizione atletica, patologie sistematiche etc.) per le quali questi meccanismi sono indeboliti, ne conseguono che aumenta anche la possibilità di percepire il dolore.

COME CURARSI?

Per intraprendere un percorso terapeutico è essenziale fare un’attenta valutazione. Il dolore cervicale si presenta in svariati modi secondo le cause e delle strutture interessanti. L’intervento terapeutico dovrà essere programmato di conseguenza. Un conto è gestire un’infiammazione acuta, un altro è occuparsi di un disturbo cronico. Un conto di un disturbo cronico. Un conto è trattare è trattare un tessuto nervoso, un conto è trattare un’ articolazione.

Inoltre, è importante darsi dei modi e dei tempi di verifica del trattamento in atto, sulla patologia, sia per non essere presi in giro sia per non aspettarsi miracoli!

Il trattamento fisioterapico si basa soprattutto sulla terapia manuale, manipolazione l’esercizio manipolativo.

Insieme queste pratiche permettono di raggiungere gli obiettivi terapeutici in modo efficace.

La collaborazione tra il clinico e il paziente sarà  fondamentale, entrambi devono comprendere il meccanismo causativo e condividere il percorso terapeutico intrapreso per esserne protagonisti attivi.

CI SONO VARI RIMEDI…

-TERAPIA MANUALE

-TERAPIA FISICA

-RIEDUCAZIONE AL MOVIMENTO

RICORDARSI CHE:

Il dolore al collo è comune raramente è causato da tipologie importanti.

-Rimanere attivo, evitare il riposo per più di due giorni. Cercare di riprendere gradualmente le proprie attività ed esercizi.

-Se necessario aiutarsi con qualche farmaco per mantenersi attivi.

La sintomatologia dovrebbe regredire in poche settimane con il trattamento fisioterapeutico.

– Continuare come minimo otto settimane gli esercizi proposti dal fisioterapista per prevenire eventuali ricadute.