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MAL DI SCHIENA

Ho mal di schiena devo fare la risonanza?

Se stai soffrendo di mal di schiena da qualche tempo, probabilmente ti sarai chiesto se non sia il caso di fare una Risonanza Magnetica Nucleare (RMN).

E’ comprensibile: il dolore che non passa in qualche giorno di preoccupa, e vuoi sapere se ce qualche cosa.

Soprattutto vuoi sapere cosa sta causando il mal di schiena.

Quello che però devi sapere è che la RMN o qualsiasi altro esame spesso non ti danno la risposta che cerchi.

Infatti, gli studi degli ultimi venti anni hanno rilevato che la correlazione tra le immagini e il dolore lombare è molto bassa

nell’ordine del 5 – 10 % questo significa che solo nel 5 – 10% dei casi nella risonanza si trova la causa del tuo dolore.

In questi casi si parla di Lombalgia Specifica: il restante 90 – 95% è chiamato Lombalgia Aspecifica,

proprio perché non si riesce a trovare la struttura esatta che genera il dolore.

A questo punto è bene specificare che in quei 5 – 10 % di casi,

la causa è talmente evidente durante la visita che la risonanza serve solo come conferma:

rientrano in questi casi ad esempio le radicolopatie, chiamate in gergo sciatalgie.

Se comunque hai già fatto una Risonanza e sono delle anomalie, non preoccuparti.

La maggioranza di quelle anomalie sono completamente normali per la tua fascia di età:

sono solo il segno del tempo che passa, allo stesso modo delle rughe o dei capelli bianchi.

Detto con altre parole le stesse anomalie le hanno anche le persone che non hanno dolore.

E’ proprio questo il motivo per cui il 90% dei casi, la risonanza non riesce a individuare la causa del tuo mal di schiena: in sostanza guardando una serie di risonanze senza sapere di chi appartiene, non è possibile dire chi ha dolore alla schiena e ch no solo guardando quelle immagini.

Ad esempio nella figura e nel grafico qui sotto sono indicate tutte le anomalie riscontrate per fasce di età nelle risonanze di persone che non hanno dolore, in uno studio del 2014.

Come vedi sono comunissime alterazioni come deaerazione discale, schiacciamenti delle vertebre, artrosi, protusioni discali, ernie. E, ripeto questo in persone che non hanno dolore.

D’altronde già dagli anni 70 si era notato che:

Operando pazienti di ernia, spesso il dolore rimaneva;

Non operandoli, il dolore poi spariva comunque, ma rifacendo la risonanza mesi dopo l’ernia erano del tutto uguali a prima.

In effetti, quello che sappiamo oggi è che il dolore ha più a che fare con la sensibilizzazione della schiena, che a un suo danno strutturale della schiena.

Ciò significa che il tuo corpo in realtà è robusto, ma è solo diventato più sensibile de normale, per cui senti dolore anche per movimenti o posture che di solito non ti farebbero nulla.

Ma questo non significa che stai danneggiando qualcosa: si è semplicemente abbassata la soglia di attivazione del dolore, per cui gli stimoli sono amplificati.

Senti dolore prima e più forte, anche per stimoli che di solito non provocano dolore, come piegarsi in avanti o di lato, o stare parecchio tempo nella stessa posizione.

La tua schiena si può sensibilizzare perché hai fatto una nuova attività cui non eri abituato, oppure un’attività nuova cui non eri abituato, oppure un’attività comune ma più a lungo del solito del solito o semplicemente perché senza accorgertene l’hai sovraccaricata in cui un periodo in cui magari non eri neppure molto in forma: comunque niente a che fare con le strutture danneggiate dalla risonanza.

Esempi di ciò possono essere un pomeriggio di giardinaggio, un viaggio lungo in auto, un’attività sportiva più intensa o prolungata del solito, oppure semplicemente anche un periodo di stress psico-fisico o d’influenza.

Spesso il dolore è semplicemente un meccanismo protettivo quando non utilizzi la schiena nella maniera corretta: lei te lo fa notare diventando molto sensibile.

Il tuo fisioterapista può spiegarti meglio in dettaglio i motivi per cui la schiena diventa dolorosa.

La buona notizia è che mentre sul danno strutturale non c’è da fare, la sensibilizzazione si può ridurre fino a tornare normale.

Il trattamento del tuo medico o fisioterapista serve proprio a questo: le terapie mirate e le terapie giuste son in grado di normalizzare pian piano la sensibilità.

Dirai: va bè, ma comunque una risonanza non farà male. E invece, sembra di sì!

Ad esempio, un famoso studio (Graves et al; Spine, 2012) analizzando 1226 persone con mal di schiena della stessa gravità, ha dimostrato che chi aveva fatto precocemente (nei primi 2 mesi) una risonanza, dopo un anno aveva più dolore e difficoltà rispetto a chi non l’aveva fatta ciò vale particolare per chi aveva dolore solo nella zona lombare, senza sciatalgia. Questo si spiga con il fatto che, se dai troppa importanza a quello che dice la risonanza, comincerai a preoccuparti eccessivamente, a prestare troppa attenzione ai sintomi più lievi (si chiama ipervigilanza) e inizierai a fare un idea che la tua schiena sia debole.

Probabilmente comincerai ad assumere comportamenti e a muoverti in modo “protettivo” perché hai paura di fare ulteriori danni.

Per questa paura inizierai magari a ridurre l’attività fisica o magari a ridurre l’attività fisica, o addirittura smetterai l’attività cheti piace tanto: ebbene è dimostrato, che tutto questo non fa altro che sensibilizzare ancora di più di la schiena, con il risultato che il dolore aumenta. A volte può anche succedere che cominci a non uscire molto di casa, a sentirsi un po’ giù di corda perché il dolore non ti abbandona, ad avere un ansia eccessiva ogni volta che devi usare la schiena: in sostanza si innesca un circolo vizioso.

Questo meccanismo si chiama tastrofismo: devi sapere che è uno dei fattori che predispongono al dolore cronico. In sostanza la risonanza ti dà un etichetta: ho un ernia, l’artrosi, due vertebre schiacciate, una protrusione, la lordosi, la scoliosi, ecc ecc. Al momento buono, stai certo che il tuo cervello tirerà fuori questa etichetta, contribuendo a peggiorare i sintomi. In realtà non devi avere paura di fare danni: anzi, il modo migliore di per ridurre la sensibilità è proprio quella di sottoporre il corpo in una certa forma di carico graduale. Ti sarà sicuramente capitato di avere dolore in qualche zona ed essere comunque obbligato a svolgere una certa attività pensando:” chissà dopo il dolore come aumenta “. E invece con grande sorpresa, poi sei stato meglio!  Questo è successo proprio grazie a quel carico cui hai sottoposto la tua schiena.

Ricorda che il corpo umano adora il carico: è grazie a questo che si irrobustisce, l’importante è che sia graduale. Il tuo fisioterapista ti guiderà nell’ applicazione corretta del carico progressivo.

Pensa ora invece se cominciamo a dirti che hai un’ernia, che la tua schiena è debole che è meglio che stai a riposo a letto o su divano, che hai la schiena di un ottantenne: tutto ciò no farà altro che peggiorare il tuo dolore. Questo, associato alla riduzione dei movimenti dell’attività, non farà altro ch peggiorare il tuo dolore. In altra parole crea una malattia dove non c’è. Quindi ricorda: la tua schiena non è fragile, anzi è molto robusta e può sopportare carichi pazzeschi, semplicemente, in certe situazioni può diventare molto sensibile.